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Little Dorrit - The Dickens Bicentenary

Marzo 2012
Banchieri disonesti, speculazioni rischiosissime, persone rovinate dai debiti. È Dickens, ma sembra di leggere la cronaca finanziaria di oggi. In collaborazione con il British Council, vi presentiamo un brano da Little Dorrit quanto mai attuale.

di Charles Dickens - by British Council

File audio:

A modern cover of Little Dorrit by Charles Dickens
A modern cover of Little Dorrit by Charles Dickens

Speakers: Rachel Roberts and Derek Allen (Standard British accent)

In Little Dorrit, there is a rich banker called Mr Merdle. Some of the main characters have invested all their savings in his bank. One evening, there is a big party, where the rumour is that Mr Merdle will be made a Lord. Later that night, Mr Merdle kills himself in the public baths. News of his suicide spreads very quickly. At first, people think it is because of work pressure, but later the same day... (sotto trovate la traduzione in italiano)

...Appalling whispers began to circulate, east, west, north, and south. At first they were faint, and went no further than a doubt whether Mr Merdle’s wealth would be found to be as vast as had been supposed; whether there might not be a temporary difficulty in ‘realising’ it; whether there may not even be a temporary suspension (say a month or so), on the part of the wonderful Bank.

As the whispers became louder, which they did from that time every minute, they became more threatening. He had sprung from nothing, by no natural growth or process that any one could account for; he had been, after all, a low, ignorant fellow; he had been a down-looking man, and no one had ever been able to catch his eye; he had been taken up by all sorts of people in quite an unaccountable manner; he had never had any money of his own, his ventures had been utterly reckless, and his expenditure had been most enormous. In steady progression, as the day declined, the talk rose in sound and purpose. He had left a letter at the Baths addressed to his physician, and his physician had got the letter, and the letter would be produced at the Inquest on the morrow, and it would fall like a thunderbolt upon the multitude he had deluded.

Numbers of men in every profession and trade would be blighted by his insolvency; old people who had been in easy circumstances all their lives would have no place of repentance for their trust in him but the workhouse; legions of women and children would have their whole future desolated by the hand of this mighty scoundrel. Every partaker of his magnificent feasts would be seen to have been a sharer in the plunder of innumerable homes; every servile worshipper of riches who had helped to set him on his pedestal, would have done better to worship the Devil point-blank. So, the talk, lashed louder and higher by confirmation on confirmation, and by edition after edition of the evening papers, swelled into such a roar when night came [...].

For by that time it was known that the late Mr Merdle’s complaint had been simply Forgery and Robbery. He, the uncouth object of such wide-spread adulation, the sitter at great men’s feasts, the roc’s egg of great ladies’ assemblies, the subduer of exclusiveness, the leveller of pride, the patron of patrons, the bargain-driver with a Minister for Lordships of the Circumlocution Office, the recipient of more acknowledgement within some ten or fifteen years, at most, than had been bestowed in England upon all peaceful public benefactors, and upon all the leaders of all the Arts and Sciences, with all their works to testify for them, during two centuries at least was simply the greatest Forger and the greatest Thief that ever cheated the gallows.

... Sinistre voci incominciarono a circolare all’ovest e all’est, al nord e al sud. Sulle prime le voci furono moderate. Dicevasi, senza darci gran peso, che non si sapeva proprio di certo se la fortuna del signor Merdle fosse quella gran fortuna che s’era sempre creduto; che poteva darsi benissimo il caso di qualche piccolo ritardo nella liquidazione; che non era nemmeno improbabile una sospensione provvisoria (diciamo così un mesetto circa) della Banca maravigliosa.

Via via che le voci si andarono spargendo e ripetendo, presero una intonazione più minacciosa. Era un uomo da nulla, che era venuto su tutto ad un tratto, senza che si sapesse con quali mezzi. Aveva modi volgari. Educazione non ne avea ricevuto di nessuna specie. Camminava sempre ad occhi bassi, senza guardare in faccia le persone. Come aveva fatto ad illudere tanta gente? Non aveva posseduto mai una fortuna propria; le sue speculazioni erano rischiosissime, le sue spese ammontavano ad una cifra enorme. La notizia, col cadere del giorno, pigliava sempre maggior consistenza. Il signor Merdle aveva lasciato nello stabilimento balneare dove s’era ucciso una lettera diretta al suo medico; questi l’aveva serbata, per produrla il giorno appresso all'inchiesta del coroner. Era un vero fulmine a ciel sereno per tutta quella gente che s’era lasciata infinocchiare dal banchiere.

Una straordinaria quantità di persone di ogni classe e di ogni professione si sarebbero trovate rovinate dal suo fallimento. I vecchi, che avevano vissuto una vita agiata da che erano venuti al mondo, non avrebbero avuto altro rifugio che l’Ospizio di mendicità per andare a pentirsi della fiducia posta nel banchiere. Legioni di donne e di fanciulli avrebbero visto distrutto tutto il loro avvenire per mano mano di quel miserabile. Tutti coloro che avevano preso parte nei suoi splendidi pranzi, avrebbero riconosciuto di non aver fatto altro che dargli mano alla spogliazione di tante famiglie. Tutti gli adoratori della fortuna, che gli avevano eretto un piedistallo, avrebbero fatto assai meglio di adorare il diavolo in carne ed ossa. La voce, sparsa una volta, crebbe sempre più, si fece più rapida e più furiosa, ad ogni nuova edizione dei giornali della sera che la confermavano e la commentavano.

Da quel momento si venne a sapere che la malattia di Mr Merdle era semplicemente... l'inganno ed il furto. Egli, l’ignobile oggetto di tanta adulazione; egli, che assisteva alle feste dei patrizi; egli, che aveva vinto lo spirito esclusivo dell’aristocrazia, che aveva abbassato l’orgoglio dei magnati, che si era fatto protettore dei protettori, che avea patteggiato una parìa col Ministero delle Circonlocuzioni; che in meno di quindici anni era stato colmato di più favori che l’Inghilterra non abbia largito in due secoli a tutti i pacifici abitatori del paese, a tutte le illustrazioni delle arti e delle scienze, che si presentavano con le opere loro alla mano....  non era altro insomma che il più gran falsario e il ladro più grande che sia mai sfuggito alle forche.



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